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Perché ritirare le raccomandate è cruciale: rifiutarle o non ritirarle non annulla la notifica

La notificazione è il procedimento attraverso il quale si porta a conoscenza un atto ad un soggetto mediante la consegna al destinatario medesimo (o ad altre persone indicate dalla Legge) di una copia conforme all’originale. Con il compimento della procedura di notificazione, l’atto che ne sia oggetto produce tutti gli effetti, processuali e sostanziali, previsti dall’ordinamento.
Secondo quanto stabilito dall’art. 149 c.p.c. e della L. 890/1982, le notifiche possono essere effettuate per il tramite del servizio postale raccomandato.
La notificazione per il destinatario si considera perfezionata nel momento in cui egli ha legale conoscenza dell’atto; nel caso di notifica a mezzo posta, ciò avviene nel momento in cui il destinatario sottoscrive l’avviso di ricevimento.
È importante fare chiarezza su un punto spesso frainteso: nonostante la diffusa credenza, la notifica non perde validità nel caso in cui il destinatario rifiuti la raccomandata o non la ritiri. Ai sensi dell’art. 8 L. 890/82, infatti, la notifica si considera comunque perfezionata attraverso il meccanismo della compiuta giacenza, decorsi dieci giorni dal deposito.
È dunque fondamentale prestare attenzione alla ricezione delle raccomandate, anche se non si è presenti al momento della consegna. Ignorare la raccomandata o rifiutarla non invalida la notifica, ma semplicemente ne implica il perfezionamento attraverso il procedimento di giacenza.
Per evitare che un atto legale possa avere conseguenze inaspettate e indesiderate, è sempre consigliabile ritirare prontamente le raccomandate e rivolgersi al proprio avvocato per una consulenza adeguata.

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